Ho deciso di linkare tra i vari blog quello gemello a questo. L'ho fatto solo per sfizio. Fa pure cagare. Però sono egocentrico come lo sono tutti. E dunque sono anche un po' fatti miei. Se volete cliccare fatelo, altrimenti no. Tanto rea i link ci sono anche "il videoblog di fulla" e quello di gnaz, che non mi ricordo come si chiama che tanto è uguale.
Benvenuti
mercoledì, febbraio 21, 2007
| [+/-] |
W staccu alla seconda |
mercoledì, febbraio 14, 2007
| [+/-] |
La vampa delle impressioni |
Ogni tanto mi capita di pensare a cosa ascoltavo quando ero un po' più giovane. Questo testo che sto per proporvi non è di una vera e propria canzone. Il significato delle parole non è per tutti, ma la sonorità che le stesse aquisiscono la rendono particolarmente affascinante. Se poi il mio lettore accoda a questa la spora nr 27 (provare per credere) tutto diventa più chiaro.
La forza dell'indignazione aveva scosso quel flusso dei pensieri senza corpo.
Il rapimento era sbilenco e di colore indefinito.
La testa appesa.
Il tempo perso.
E un grande uncino adeguato come spina dorsale.
E in qualche istante speciale un brivido dipinse la smorfia dello sdegno, e uno schiocco alle emozioni riscaldò dal freddo.
Le narici che ingoiano nausea ed espellono fiele, gli occhi che giurano abbandono, il cervello che bolle per il fuoco in superficie: l'indignazione ha questa faccia, e indossa stivali neri come la pece... per schiacciare le tentazioni.
La malia dell'indignazione ha dunque scosso quel flusso dei pensieri senza corpo.
E un sacro paonazzo ardore ha scacciato quei colori lontani, ed ha acceso di rosso scarlatto il pulviscolo delle impressioni.
Lunghe mani bianche e sottili, nervose di candore, schiaffeggiano l'aria malata: sublima il buon gusto e s'accascia la comune opinione.
L'indignazione è rara (quella vera).
Ed io odio il carcere
